giovedì 9 agosto 2012

"Malarazza" di Samuel Marolla

«... solo un'ombra deforme, ghignante, che avviluppava Matteo in orribili spire. Era l'ombra perversa dell'estraneo.»

È vero che sono un tipo suggestionabile... Ma per "Malarazza" ho passato più di una notte insonne.
Tredici racconti, uno più horror dell'altro (se così si può dire). Una raccolta che mi è passata tra le mani per caso e che ha lasciato un segno profondo nella mia immaginazione.
Il giovane autore milanese (purtroppo meno conosciuto di quanto meriterebbe) sa cambiare stile da un racconto all'altro, adattandosi alle trame dei suoi incubi e stupendo con tocchi di sperimentalismo (La carne e Tequila e peccati sono i due racconti più rappresentativi in questo senso, scritti in modo innovativo e sorprendente).
I racconti che mi hanno tolto il sonno? Sono tornate, senza dubbio: tre strani protagonisti costretti ad affrontare due gemelle misteriose, descritte in un modo vivido e minaccioso che ancora, a distanza di tanto tempo, mi fa rabbrividire...
La pista ciclabile e Tè nero sono forse i due racconti migliori, senza dubbio i miei preferiti: non solo ben strutturati, accattivanti ed inquietanti al punto giusto (criteri del resto rispettati da tutta la raccolta)... Ma due veri incubi: allucinati, visionari, coinvolgenti e sconvolgenti.
Lo scenario urbano e meneghino conferisce concretezza ai racconti, che si insinuano con i loro tentacoli di incubo nelle immaginazioni fervide e le infestano, letteralmente.
Non manca il racconto sulla possessione demoniaca, A volte 
Satana è vicino a me (racconto vincitore del Nero Premio 2008), e quello ambientato in un futuro prossimo e per questo ancora più spaventoso, Il Nemico é.
Una raccolta che non è facile riassumere ma che è inevitabile consigliare! Gli amanti del genere non possono perdersela: Samuel Marolla è davvero una rivelazione nell'horror Italian-style, imperdibile. Mentre chi è meno avvezzo a leggere di incubi e mostruosità... Beh, con la lettura di "Malarazza" può affacciarsi su questo genere coinvolgente ed emozionante (purtroppo di nicchia nel panorama italiano), con la certezza di non restarne deluso.
 

«Benvenuti al fondo dell'abisso.»

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