mercoledì 8 agosto 2012

"Chelsea Hotel" di Envisia Dupont

Vi presentiamo una bellissima poesia del giovane autore pugliese Envisia Dupont... Buona lettura!

«Chelsea Hotel, stanza n°24. La nostra fortuna non ci aveva avvisato della notte incipiente.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Il buio arriva sempre troppo presto.
Il tempo si dilata se non hai niente da fare.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Dietro questi muri di carta velina le coppiette fanno sobbalzare i loro letti. Ne sento il rumore fino da qui dentro, oltre le luci ovattate di questi immensi corridoi.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Finestre chiuse sui tetti del borgo ed i voli dei suicidi.
Chelsea Hotel, stanza n°24. La luna non scende ad illuminare questa melma.
C'era disordine nella stanza, una copia de "L'unità" aperta sul pavimento tra i boxer di ieri ed una camicia azzurra.
Sul letto giacevano lui, il suo telefono muto, un libro di Cohen. Beautiful Losers. Un presagio.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Questo è il male che può farti tutto il peso di un'assenza.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Domenica pomeriggio a perdere.
Seduto sul letto ad aspettare la morte. Non c'è altro d aspettare.
Il passato ci è stato rubato, che almeno ci elemosinino un futuro. Ci si accontenta di poco.
Diteci contro che lottare e noi lo faremo, per passare il tempo.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Con l'orecchio poggiato sulla moquette del pavimento gioco ad immaginare le vite degli altri.
Gente che si ama, gente che gioisce, gente che piange, gente che gioca, gente che soffre, gente che scopa, gente che s'incontra, gente che si lascia, gente che vive. Fuori da qui. Chelsea Hotel, stanza n° 24.
Sigarette fumate a letto, la cenere cade lentamente in terra. La moquette si sporca. Nessuno dirà niente.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Qui dentro non ci entra mai nessuno.
C'era una ballerina, al terzo piano. S'è ammazzata oggi, verso il presto.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Sopportare la vita non è da tutti.
Chelsea Hotel, stanza n°24. Correggere gli errori con la vodka.»

1 commento:

  1. Mi piace moltissimo questa poesia, collega. Fai i complimenti da parte mia a Envisia Dupont!

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